COP22: la Convenzione dell’azione sui cambiamenti climatici

Irene Pasini

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Esperto Migrazioni Ambientali e Sviluppo Locale presso OIM - Organizzazione Internazionale Migrazioni Marocco
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Gli aggiornamenti da Marrakech da Irene Pasini, delegata dell’OIM Maroc presente a COP22

 

Volgono al termine i lavori di COP22, la Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici che riunisce dal 1995 i leader dei paesi impegnati nella lotta contro il cambiamento climatico. La COP22 ha avuto luogo a Marrakech dal 6 al 18 novembre 2016.

Con quasi 20 conferenze settoriali organizzate, più di 150 relatori e 1000 partecipanti presenti ai dialoghi, l’affluenza prevista è stata all’altezza delle aspettative.

La Conferenza delle parti, che rappresenta l’organismo supremo della Convenzione, si riunisce ogni anno durante un summit mondiale, nel corso del quale sono prese fondamentali decisioni di policy riguardo agli obiettivi che i paesi si prefissano nella lotta contro il cambiamento climatico. Queste decisioni possono essere prese esclusivamente all’unanimità o per consenso delle parti.

 

Un summit mondiale, nel corso del quale sono prese fondamentali decisioni riguardo agli obiettivi che i paesi si prefissano nella lotta contro il cambiamento climatico. Queste decisioni possono essere prese esclusivamente all’unanimità o per consenso delle parti.

 

La COP di quest’anno, la ventiduesima, funge ugualmente da dodicesima riunione delle parti firmatarie dell’accordo di Kyoto e da prima riunione delle parti che hanno ratificato l’Accordo di Parigi, entrato in vigore il 4 novembre 2016 a due giorni dall’inizio della conferenza di Marrakech.

Dopo la COP21 − che ha portato per la prima volta in quasi due decenni alla ratifica di un accordo vincolante sul clima, l’Accordo di Parigi − quella di Marrakech è stata definita come la “COP dell’azione”: ci si aspettano, quindi, proposte realmente concrete per implementare quanto è stato deciso a Parigi l’anno passato.

Il fatto che il vertice internazionale sia stato organizzato in Marocco dimostra la volontà di voler dar voce ai paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici, come espresso dal Presidente della COP22 Salaheddine Mezouar durante la conferenza stampa di New York sulla preparazione della conferenza, il 23 settembre 2016.

In particolare, durante l’evento di inaugurazione dei lavori, sono state individuate dieci tematiche centrali, alle quali sono state dedicate giornate specifiche:

Gioventù e rafforzamento delle capacità Lunedi 7 novembre
Foreste, degrado del terreno e acqua Martedì 8 novembre
Resilienza Mercoledì 9 novembre
Energia Giovedì 10 novembre
Oceani, trasporti ed Energia Venerdì 11 novembre
Città e territori Sabato 12 novembre
Genere ed Educazione Lunedì 14 novembre
Finanza Martedì 15 novembre
Innovazione Mercoledì 16 novembre
Agricoltura Giovedì 17 novembre

Programma delle tematiche principali di COP22.

Queste tematiche sono a loro volta legate a cinque obiettivi specifici, come spiegato da Hakima el Haite, Ministro dell’Ambiente del Marocco e inviata speciale per la mobilitazione: dimostrare il progresso delle iniziative, mostrare risultati concreti, presentare iniziative strutturali, individuare sfide e soluzioni, formulare raccomandazioni politiche per valorizzare/potenziare le ambizioni nelle diverse tematiche.

 

Cinque obiettivi specifici: dimostrare il progresso delle iniziative, mostrare risultati concreti, presentare iniziative strutturali, individuare sfide e soluzioni, formulare raccomandazioni politiche per valorizzare/potenziare le ambizioni nelle diverse tematiche.

 

 

Focus: Il fondo verde per il clima

Il Green Climate Fund  (GFC) è un importante strumento finanziario, istituito alla Conferenza degli stati parte alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di Cancùn (COP16) nel 2010 (decision 1/CP.16). Questo fondo delle Nazioni Unite ha come obiettivo principale quello di veicolare risorse finanziarie dagli stati più sviluppati − e maggiormente inquinanti − a favore dei paesi in via di sviluppo.

Il fine ultimo di questa iniziativa globale è l’investimento in progetti atti all’adattamento e all’attenuazione, come per esempio la riduzione dei gas a effetto serra e l’adattamento delle popolazioni ai cambiamenti climatici.

Il GCF è costituito da un Consiglio formato da 24 membri nominati, ugualmente rappresentati tra paesi sviluppati e in via di sviluppo, per un periodo rinnovabile di tre anni. I due co-presidenti del consiglio sono eletti dai membri e fra i membri del Consiglio, per un periodo di un anno.

Il budget del fondo è fornito dai paesi più sviluppati, che si sono impegnati a versare 10 miliardi di dollari fino al 2018.

 

Il fine ultimo di questa iniziativa globale è l’investimento in progetti atti all’adattamento e all’attenuazione, come per esempio alla riduzione dei gas a effetto serra e all’adattamento delle popolazioni ai cambiamenti climatici.

 

I primi progetti finanziati dal GCF sono stati selezionati nel novembre 2015, poco prima della COP21 dal Consiglio. Su 37 progetti presentati, ne sono stati selezionati otto: tre in Africa, tre nella regione dell’Asia-Pacifico e due in America latina, pe run totale di 168 millioni di dollari. Si prevede che le attività promosse e implementate da questi progetti portino a una somma totale di 1,3 miliardi di investimenti.

 

Fig. 1 – Impegni del Green Climate Fund

Figura 1: Impegni del Green Climate Fund.

Durante la COP21, diverse decisioni relative al GCF sono state adottate dalle parti e inserite negli accordi di Parigi (decision 1/CP.21, Adoption of the Paris Agreement). L’importanza del meccanismo finanziario della convenzione è stata reiterata, sottolineando nell’articolo 9 la necessità di facilitare le pratiche d’accesso ai fondi.

Ben 23 stati hanno dichiarato il loro impegno a sostenere il fondo tramite dichiarazioni d’intenti, con somme specifiche da allocare al Fondo Verde per il Clima.

Quest’anno, alla “COP dell’azione” di Marrakech sono state organizzate una serie di conferenze e incontri proprio sul finanziamento internazionale per il clima, per dare l’opportunità a un insieme di attori provenienti da contesti e paesi diversi di presentare buone pratiche ed esperienze legate ai finanziamenti per il cambiamento climatico. Molto spazio è stato dato al Green Climate Fund, con diversi side events a esso dedicato che hanno permesso ai vari paesi che ne hanno beneficiato − ma che vi hanno anche contribuito − di esprimere le loro prospettive.

 

Quest’anno, alla “COP dell’azione” di Marrakech, sono state organizzate una serie di conferenze e incontri proprio sul finanziamento internazionale per il clima, per dare l’opportunità a un insieme di attori provenienti da contesti e paesi diversi di presentare buone pratiche ed esperienze legate ai finanziamenti per il cambiamento climatico.

 

La delegazione dell’OIM Maroc alla COP22 di Marrakech

La delegazione dell’OIM Maroc alla COP22 di Marrakech.

Le aspettative riposte in questo meccanismo finanziario sono molto alte, e la vera domanda e l’obiettivo di questa COP22 è come mettere in pratica quanto deciso ed approvato finora, in modo da realizzare concretamente l’ambizioso mandato, una volta concluso il vertice.

 

Per approfondire

 

Foto: BREATHE LIFE (CC BY-NC-SA 2.0) by UNEP

Irene Pasini

About Irene Pasini

Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università degli Studi di Trieste, con un Master in Migrazione Internazionale alla University of Kent. Lavora per l’OIM Marocco sui temi della Migrazione Ambientale e dello Sviluppo Locale.

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