FQTS2020 prosegue a Salerno con Saskia Sassen e Stefano Rodotà

Rosa Mosca

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Area Bandi & Progettazione at CED - Center for Economic Development & Social Change
Bandi & Progettazione presso Manitese Campania
Rosa Mosca

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Una sintesi della seconda settimana intensiva della Formazione dei Quadri Dirigenti del Terzo Settore, organizzata dal Forum Terzo Settore.

Pochi giorni fa si è conclusa la seconda settimana di formazione intensiva di FQTS2020 svoltasi a Salerno dal 23 al 28 Febbraio. Presenti oltre trecentotrenta esponenti delle associazioni del Sud Italia, tra cui i membri del CED: la sottoscritta, Rosa Mosca, come rappresentante dell’associazione Mani Tese Campania, Carla Piacente in rappresentanza della UISP, Maria Venditti per la Fish, Francesco De Stefano per la Misericordia di San Felice e Andrea Gatto, coordinatore del Center for Economic Development (CED), in qualità di docente. Il percorso di formazione dei quadri del Terzo Settore meridionale intrapreso lo scorso novembre ha una durata triennale ed è promosso da Forum Nazionale del Terzo Settore, Consulta del Volontariato presso il Forum, Conferenza Permanente delle Associazioni, Federazioni e reti di volontariato (ConVol), Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSVnet) e sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD. Le regioni di provenienza dei partecipanti sono sei: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il focus della formazione proposto è incentrato sul terzo settore e sulle sue opportunità di sviluppo, con un occhio di riguardo al Sud, ma mantenendo un taglio nazionale e internazionale. Numerose sono le tipologie di attività didattiche applicate destinate ai partecipanti, i quali sono suddivisi dopo un ricco e personalizzato percorso di orientamento nei quattro curricula in cui si articola il percorso formativo: “Benessere: economia sociale e beni comuni”; “Cittadinanza: partecipazione e democrazia”; “Futuro: culture per il cambiamento”; “Territorio: welfare, comunità e coesione sociale”, rispettivamente coordinati da esponenti di rilievo nazionale del mondo accademico: Leonardo Becchetti, Renato Briganti, Gaia Peruzzi e Andrea Volterrani. I quattro coordinatori, da diverse angolazioni, hanno continuato a sviluppare ciascun percorso e ad approfondire le tematiche connesse, avvalendosi dell’apporto di numerosi relatori provenienti dal mondo istituzionale, accademico e del terzo settore, fornendo ai partecipanti un’offerta formativa di alto spessore. In particolare, estremamente formativi, coinvolgenti e brillanti sono stati gli interventi che si sono susseguiti all’interno del curriculum “Cittadinanza: partecipazione e democrazia”. Va segnalato l’incontro con il Prof. Umberto Allegretti, noto costituzionalista che − con grande partecipazione − ha condiviso il proprio punto di vista confrontandosi con i presenti sui temi relativi all’evoluzione della forma di stato democratico.

Estremamente interessante è stata la sessione dedicata a “Finanza etica e partecipazione”, che ha visto partecipare tra i relatori Ugo Biggeri, Presidente di Banca Popolare Etica, e Anna Maria Giordano, Responsabile Area Sud – Banca Prossima.

Dopo un’introduzione incentrata sui processi di finanziarizzazione, Ugo Biggeri ha illustrato i diversi strumenti attraverso cui Banca Etica rende effettivi i principi della trasparenza e della partecipazione.

Isaia Sales − Università Suor Orsola Benincasa di Napoli − durante il suo intervento ha affrontato invece il tema della mafia, sostenendo come, nel nostro paese, domini una tesi che individua le cause della mafia in tre principali elementi: cultura, mentalità e comportamenti. A ben guardare, il motivo profondo che spiega la capillarità delle mafie è di natura economica: la regolazione violenta dell’economia. Non è l’omertà o la mancanza di senso civico nel Mezzogiorno a spiegare il dilagare della mafia nel tessuto sociale: la mafia viene inquadrata come problema culturale, ma in realtà è un problema principalmente economico.

Il cancro della criminalità organizzata a livello mondiale è determinato, essenzialmente,  dalla convenienza economica, e in questo senso la mafia è un problema trasversale. L’intera piramide sociale, in alto come in basso, è toccata e coinvolta da queste dinamiche ben strutturate e pervasive, tanto la popolazione quanto la classe dirigente che detiene il potere politico ed economico. Sales sostiene che attuare un’azione preventiva alle mafie è sicuramente complicato, e questo tipo di comunicazione ha un’utilità relativa: a suo avviso, infatti, determinate realtà possono essere sovvertite solo attraverso azioni concrete e modelli virtuosi.

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Venerdì è stato la giornata di punta dell’intera settimana. Nella mattina i partecipanti al curriculum Cittadinanza hanno avuto il privilegio di assistere all’intervento del Prof. Stefano Rodotà, incentrato sull’amore in ogni sua forma e il suo incontro con il diritto; Rodotà ha affermato la necessità della solidarietà, della relazione reciproca all’interno di qualsiasi comunità. Le sue parole, declinate con abile maestria, hanno incantato la platea e donato forte slancio ed entusiasmo.

La giornata è proseguita in sessione plenaria, in cui tutti i partecipanti riuniti hanno preso parte alla lectio magistralis tenuta dalla sociologa ed economista Saskia Sassen, docente di Sociologia alla Columbia University di New York e tra le interpreti più autorevoli dei processi di globalizzazione.

Secondo Sassen, stiamo affrontando una transizione storica fondamentale: l’esaurimento del ciclo di crescente inclusione sociale ed economica, caratteristico del keynesismo, e l’emergere di un nuovo paradigma, quello delle espulsioni. Espulsioni di individui, comunità, imprese e luoghi dagli ambiti della società, dell’economia e della biosfera.

Saskia Sassen ha sottolineato come il pericolo maggiore, oggigiorno, sia rappresentato da processi complessi, che concorrono a determinare l’invisibilità delle cause, perché quanto più complesso è il sistema, tanto più difficile è risalire alle responsabilità.

L’invisibilità dei cambiamenti anche radicali ha apportato effetti distruttivi, arriviamo a coglierne solo le conseguenze; si utilizzano le stesse categorie ma con logiche differenti.

 

 

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Il primo fenomeno su cui si è focalizzata è la finanziarizzazione, ossia la creazione − ad opera di tecnici brillanti − di strumenti finanziari complessi sulla base di algoritmi che determinano il prolificarsi di volumi di scambi finanziari esorbitanti e sganciati dal sistema dell’economia reale, considerati dalla Sassen estremamente pericolosi in quanto volti ad invadere altri settori.

Infatti, il potere economico finanziario fissa i confini di aree entro le quali esercitare arbitrariamente le proprie attività: chi detiene ingenti risorse economiche acquista terre urbane e si accaparra spazi nel cuore delle città, determinando una “geografia dell’invisibile”.

Oltre alle terre urbane, il potere economico acquisisce anche aree rurali. E’ il fenomeno del land grabbing, l’accaparramento delle terre da parte di imprese transnazionali che si impossessano − a prezzi irrisori − di ampi appezzamenti terrieri di agricoltori che le abitano, trasformandole in monoculture intensive destinate ai mercati occidentali, con l’unico obiettivo della massimizzazione dei profitti. Questo fenomeno ha forti ricadute sulle popolazioni locali, che forzatamente sono allontanate dalle proprie terre.

Le grandi città sono, per Sassen, uno dei pochi posti dove chi è stato espulso può esistere, e pur non avendo potere, ha comunque un’opportunità e la capacità di trasformare e accomunare tutti gli individui che la abitano nella categoria di “soggetti urbani”; queste città sono, inoltre, caratterizzate da uno spazio frontiera che “si differenzia dalla frontiera tradizionalmente intesa in quanto è una zona in cui si incontrano attori provenienti da mondi molto diversi tra loro e non ci sono regole precostituite per queste interazioni”.

Opporsi alle nuove dinamiche di espulsione significa rendere trasparente ciò che è opaco, dare un significato ai processi ancora incompiuti che avvengono sotterraneamente. Ma significa, allo stesso tempo, rendere “concettualmente visibili” gli spazi degli espulsi, anche se “sfuggono alle misurazioni convenzionali utilizzate da Stati ed economie moderni. Sono potenzialmente i nuovi spazi in cui agire, in cui creare economie locali, nuove storie, nuovo modi di appartenenza” (Reset.it). Le logiche che caratterizzano questo periodo vanno destrutturate, per cogliere il loro nuovo posizionamento; questi cambiamenti vanno affrontati ripensando a nuove logiche, alla luce della creazione di nuove barriere e del realizzarsi di una nuova geografia. La sfida per la sociologa olandese è pensare a come produrre fenomeni virtuosi non distruttivi.

Le ultime due giornate sono state dedicate all’analisi degli elaborati prodotti sia nella fase antecedente della formazione a distanza, sia in momenti di confronto decisamente costruttivi. L’evento si è concluso Domenica in plenaria con l’intervento di Gianfranco Cattai di Focsiv, incentrato su “Le nuove frontiere delle migrazioni”. Il percorso proseguirà con la formazione a distanza e con i momenti di confronto all’interno delle regioni di appartenenza; la prossima settimana di formazione intensiva si terrà dal 20 al 25 Settembre.

 

FQTS rappresenta un’opportunità per confrontarsi con studiosi, ricercatori, intellettuali e professionisti di estremo rilievo, ma soprattutto si inquadra come occasione per solidificare le relazioni già esistenti e per tesserne di nuove, dando vita a collaborazioni sinergiche e mirando soprattutto alla nascita di comunità coese . Ogni partecipante può tornare alle proprie associazioni con nozioni acquisite, ma soprattutto con un carico emozionale e motivazionale da condividere e restituire ai propri territori e all’interno dei singoli contesti lavorativi.

Perché “Solos vamos más rápido, juntos llegamos más lejos”.

 

Per approfondire

  • Sales I., Storia dell’Italia mafiosa, Rubbettino, 2015;
  • Rodotà S., Diritto d’amore, Laterza, 2015;
  • Sassen S., Espulsioni. Brutalità e complessità nell’economia globale, Il Mulino, 2015.

 

Rosa Mosca

About Rosa Mosca

Si occupa di Bandi e Progettazione Europea per il Center for Economic Development & Social Change. Laureata cum laude in Sviluppo e Cooperazione Internazionale presso l’Università di Napoli “L’Orientale”, con tesi in Geografia dello Sviluppo sul Land Grabbing. Si occupa di attività di progettazione e fundraising per l’associazione Manitese Campania, per la quale è stata consigliere e responsabile delle relazioni esterne, nonché membro del Progetto Microcredito al Rione Sanità

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