La crisi della Grecia e le prospettive dell’Eurozona nel convegno ODCEC Napoli

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Lo scorso 10 aprile si è tenuto l’incontro “La Grecia mette in discussione, l’Eurosistema. E l’Italia?” organizzato dall’ODCEC − Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili − e dalla Fondazione ODCEC di Napoli, presso la sede di Piazza dei Martiri. La conferenza ha visto la partecipazione di esperti in molteplici discipline, tra i quali rappresentanti dell’Ordine dei commercialisti e di associazioni italo-elleniche presenti sul territorio italiano, docenti universitari, economisti e giornalisti, invitati a discutere sulle condizioni economiche e finanziarie dell’area euro, sugli scenari che si configurano in seguito alla svolta politica in Grecia, e sulla condotta che i Paesi dell’area euro-mediterranea, segnatamente l’Italia, dovrebbero (e potrebbero) intraprendere.

In apertura, il Presidente della Fondazione ODCEC Salvatore Tramontano – che ha moderato il convegno – ha sottolineato le criticità di un Eurosistema in cui gli Stati non possono intervenire sulla sfera monetaria e dunque la necessità di riconsiderare le misure anti-crisi promosse dall’UE, esortando la classe dirigente italiana (e dei Paesi mediterranei) ad avere un approccio critico alla struttura dell’Unione, e ad intavolare un continuo dibattito su nuove strategie.

Sugli effetti delle politiche economiche dell’UE sono intervenuti Vincenzo Moretta – Presidente dell’ODCEC – e Michele Saggese – Presidente ADC – sottolineando la progressiva polarizzazione della ricchezza e la crescente disparità economica all’interno dell’UE, analisi condivisa dal Consigliere Segretario del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Achille Coppola. Secondo il Presidente ODCEC, la situazione critica della Grecia e dell’Europa mediterranea impongono accurate valutazioni e azioni congiunte, per impedire ogni forma di disgregazione e di rischio per la moneta unica.

“I timori di dissidi e conflitti interni erano ben chiari nel disegno dei padri fondatori della CECA”, ricorda Nicola Acocella – professore di Economia Politica dell’Università di Roma “La Sapienza” – e, confrontando obiettivi politici ed economici del tempo, appare evidente come al successo politico (assenza di conflitti interni), non sia corrisposto quello economico, ove sono venuti alla luce i limiti dell’impostazione monetarista: sarebbe quindi opportuno considerare i principî ispiratori costitutivi del disegno europeo per discutere sugli scenari futuri dell’Unione.

Le criticità dell’azione dell’UE nei confronti della Grecia e il tracollo dell’economia ellenica, sono stati i temi discussi da Gennaro Zezza – professore di Economia Politica all’Università degli Studi di Cassino – Francesco De Palo – direttore di Mondo Greco – e dell’economista Salvatore Tamburro.

 

È stata sottolineata l’inspiegabile assenza di una strategia cooperativa a livello europeo per la Grecia, nel momento in cui sono venute alla luce le reali condizioni del Paese (debito, frodi e illeciti commessi) e la repentina implementazione di misure anti-crisi, per ripagare i creditori internazionali, alle quali non sono seguite le graduali riforme auspicate.

 

Si è posto altresì l’accento sulle pressoché utopistiche previsioni relative agli avanzi primari contenute nel Fiscal Compact, sugli effetti dal punto di vista sociale delle misure anticrisi e sull’importanza di salvaguardare la Grecia, non solo sotto il profilo finanziario.

Sulla criticità della situazione greca è intervenuto Nikos Frangos – presidente del Centro Ellenico di Cultura di Milano – portando l’attenzione sulla condivisione di responsabilità a livello nazionale ed europeo, sostenendo che gli altissimi livelli di corruzione, impunità, evasione fiscale e le inefficienze del settore pubblico sono questioni fondamentali per comprendere la crisi ellenica.

 

I danni contingenti subiti dall’economia greca – turismo e settore agricolo, per via della crisi in Ucraina – e l’aggiustamento strutturale, hanno esacerbato una situazione di per sé gravissima: una rinegoziazione delle condizioni debitorie e una forte cooperazione tra gli Stati membri sono la chiave di volta per intraprendere un percorso di ripresa.

 

Sono inoltre intervenuti, sulla necessità di ridiscutere l’architettura dell’area euro ponendo al centro i cittadini dell’Unione, e sulle caratteristiche che la penisola ellenica condivide con l’Italia, Paul Kyprianou – presidente Comunità Ellenica di Napoli e Campania – e Marco Galdi – numero uno della Società Filellenica italiana. Altri contributi sono infine stati offerti da Jannis Korinthios – presidente della Federazione delle Comunità e Confraternite Elleniche in Italia – e Roberto Zenone – Global Family Banker di Banca Mediolanum.

Nel corso del convegno, Roberto Paura – Presidente dell’Italian Institute for the Future – ha presentato il quarto numero della rivista “FUTURI”, edita dall’IIF, e sono stati consegnati i premi ai vincitori del bando di ricerca per l’assegnazione di borse di studio della Fondazione ODCEC e della Banca Mediolanum ad Alessandra Passaretta e al responsabile dell’Osservatorio sullo Sviluppo Economico – SvEc dell’IIF, Andrea Gatto, per la sua ricerca su “Politica monetaria e vigilanza bancaria: premesse, obiettivi e prospettive per l’Unione europea“.

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Alessandra Passaretta, Andrea Gatto, Salvatore Tramontano e Roberto Zenone.

 

Gianluigi Elia

About Gianluigi Elia

Si occupa di Relazioni Esterne per il Center for Economic Development & Social Change. Laureato con lode in Relazioni Internazionali presso l’Università “L’Orientale” di Napoli, ha collaborato con associazioni di volontariato locali e internazionali, e come stagista per il Progetto Microcredito per il Rione Sanità. È Borsita del Business Innovation Center (BIC) della Fondazione Idis – Città della Scienza, dove si occupa di incubazione d’impresa e supporto alle startup

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